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Fermati. Ascolta. Vai!

Sono Laura Dominijanni, psicologa e psicoterapeuta a Roma.
Ti aiuto ad ascoltarti, sciogliere i nodi emotivi e modificare gli schemi relazionali fonte di sofferenza e blocco. Per vivere una vita più autentica, piena e serena, re-includendo nel presente due ingredienti base: vitalità e cambiamento. Iniziamo?

Sentirsi bloccati, in crisi o sofferenti è un’esperienza comune, in alcune situazioni o fasi della vita:

può accadere a causa di un sintomo, oppure di una relazione conflittuale e dolorosa (a lavoro, in famiglia, con un partner). Decidere di chiedere aiuto è il primo e importante passo per smuovere qualcosa.
So che contattare un terapeuta può attivare la paura del giudizio, o della dipendenza (“devo farcela da solo!” “e se poi la terapia non finisce più?”). Voglio rassicurarti: 1) in questo spazio troverai ascolto e rispetto, non giudizio; 2) tempi e obiettivi della terapia li costruiremo insieme. Sei parte attiva del processo e sei qui per un motivo valido: prenderti cura di te e della relazione con le persone per te significative.

Fermati

Se ti senti sopraffatto, bloccato o confuso, fermati e concediti uno spazio per osservare e comprendere ciò che ti sta accadendo.

Fermati

Siamo sempre in movimento, spesso con frenesia e senso di fatica, presi da funzionamenti automatici, divisi con l’attenzione su mille cose. In altre parole, lontani da noi stessi e dalla connessione autentica con ciò che ci circonda.
Quando qualcosa non fluisce bene, dentro di noi o nella relazione con gli altri, quando la spia luminosa si accende a segnalare una anomalia del sistema, la prima e più saggia cosa da fare, come noto, è fermarsi.
La stanza di terapia può essere un ottimo “luogo” in cui farlo: fermati!

Ascolta

Fare i conti con la propria storia familiare, riconoscere e ascoltare emozioni, pensieri, bisogni e desideri propri e altrui è la base da cui muovere per qualsiasi cambiamento, eppure spesso non è immediato né facile farlo. Ti guiderò in questo delicato percorso.

Ascolta

Te stesso: il tuo corpo, le tue sensazioni ed emozioni, i tuoi bisogni, i tuoi desideri, i tuoi pensieri.

L’altro: le sue emozioni, aspettative e bisogni. Come si “incastrano” con i tuoi? E’ possibile comunicare prestando una reciproca autentica attenzione all’altro? Che sia fisicamente in stanza di terapia con te (per un percorso di coppia o familiare) o meno, è possibile “vedere” attraverso questo ascolto qualcosa di nuovo e buono in lui/lei? E in te stesso in relazione all’altro?

La tua storia: personale, familiare, transgenerazionale. Spesso ricordiamo e sappiamo poco della nostra infanzia, oppure di alcuni membri della famiglia, di alcune vicende (complici tabù, segreti familiari, conflitti, etc.), ma ciò che è escluso dalla nostra coscienza cercherà una strada per essere visto, a volte attraverso dei sintomi.

In questo processo di ascolto, quali vissuti ed emozioni emergono chiedendo riconoscimento? Perché, sai, sono questi il vero motore dei comportamenti. Qualsiasi decisione tu voglia prendere, qualsiasi “movimento” tu senta il bisogno di fare, deve partire dall’ascolto: di te, dell’altro, della tua storia.

Vai!

La terapia non è solo introspezione e consapevolezza di sé: è movimento, cambiamento, crescita. A partire dall’ascolto, lavoreremo per trasformare ciò che ti provoca sofferenza e disagio o, semplicemente, che non senti più a tua misura: per ritrovare energia e fiducia!

Vai

A questo punto, non hai che da esplorare il cambiamento: nel modo in cui ti relazioni agli altri o in cui reagisci in alcune situazioni, oppure per liberarti di comportamenti sintomatici o, ancora, prendere delle decisioni importanti. La consapevolezza e l’ascolto saranno la base da cui muovere. La terapia ti accompagnerà in questo processo, affinché tu possa sentirti più “attrezzato” nell’affrontare le sfide che ti attendono, ma anche più libero, autentico e realizzato.

Un approccio che mette al centro la tua storia e le tue relazioni

Utilizzo prevalentemente l’approccio sistemico-relazionale, integrato con tecniche di mindfulness, EMDR e lavoro sui sogni.
Ogni percorso è unico e co-costruito, per aiutarti a superare momenti di empasse, ritrovando equilibrio, vitalità e il senso di una
direzione più chiara e allineata con i tuoi valori e desideri.

In cosa credo

La relazione
che cura

In terapia, al di là delle tecniche o dell’approccio utilizzati, ciò che crea la possibilità di un cambiamento positivo è fare esperienza di una relazione in cui ci si senta accolti, visti e al sicuro. Farò il possibile per costruire proprio questo tipo di relazione con te.

La relazione che cura

Credo nella capacità riparativa delle relazioni
Relazioni non sane fanno ammalare, relazioni buone fanno guarire.
In modo sintetico e un po’ semplificato, ma è proprio così: il disagio psichico affonda le sue radici all’interno di relazioni non sane, specie se si tratta di quelle di attaccamento (genitore/caregiver nella prima infanzia) poiché sono quelle al cui interno prende forma il senso di sicurezza e di amabilità della persona. I nostri genitori possono essere stati per tante ragioni (quasi sempre in buona fede, peraltro) non capaci di rispondere ai nostri bisogni emotivi e/o di accudimento, lasciando delle tracce profonde nel nostro corpo e nei nostri schemi relazionali. Una esperienza relazionale significativa e positiva, come dovrebbe essere quella terapeutica, può offrire una riparazione, nonché un contesto in cui fare esperienza di modalità differenti, aiutandoti a discriminare il passato dal presente.
Farti sentire al sicuro, ascoltato e importante (dunque accettato e amato) è per me la cosa più rilevante all’interno di un percorso terapeutico, al di là dell’eventuale remissione sintomatologica e di qualsiasi tecnica si decida di utilizzare. Ciò che cura è la relazione. Ci credo molto e sarò al meglio delle mie possibilità “presente” con te e per te in stanza per questo.

Autenticità e
autorealizzazione

Ti accompagnerò a scoprire la bellezza e le potenzialità della tua unicità, aiutandoti a vivere una vita che possa sentire davvero tua e significativa, dunque “degna di essere vissuta”.

Autenticità e autorealizzazione

Credo nel diritto all’autorealizzazione
Ti accompagno e aiuto nel riconoscere e accettare la tua unicità, ascoltando e onorando le tue aspirazioni, valori, caratteristiche e capacità. Ciò si traduce nel perseguire attività e coltivare relazioni che siano per te significative, facendo i conti con l’impatto emotivo di eventuali aspettative esterne discordanti (sociali, familiari, etc.) o decisioni da prendere. Potresti dover e voler passare attraverso un coming-out, una separazione coniugale, un cambio lavorativo o altro. Un percorso che richiede coraggio e autenticità, ma che promette come ricompensa una “vita degna di essere vissuta”.

Vulnerabilità
come crescita

Riconoscere e accettare le proprie vulnerabilità è un passo necessario per utilizzarle come strumento di trasformazione e crescita. Ti aiuterò a guardarle senza essere bloccato dalla paura.

Vulnerabilità come crescita

Credo nel confronto con le proprie vulnerabilità come strumento di crescita
Altrimenti non avrei scelto di fare questa professione! Sì, perché espone anche me (a causa delle sollecitazioni della relazione terapeutica) a un continuo confronto con le mie parti più vulnerabili e in ombra, in cerca di una migliore integrazione.
La crescita, intesa come trasformazione che porta a un nuovo livello di integrazione tra le parti, più adeguato alla fase o contesto in cui ci si trova, è un percorso che procede per tutta la vita.
Se ti accade di sentirti “bloccato” (a prescindere dal manifestare o meno un sintomo clinico riconoscibile) un aiuto professionale potrebbe esserti utile: sarò lieta di conoscerti!

Fiducia nella
bellezza umana

Credo nella possibilità di trasformare la distruttività e la sofferenza in vitalità, attraverso il riconoscimento e la cura delle proprie ferite.

Fiducia nella bellezza umana

Credo nella bellezza dell’essere umano
Non perché sia cieca di fronte alle parti aggressive e a volte crudeli che l’essere umano può manifestare, ma ho fiducia che esse possano essere “reintegrate” prendendosi cura delle sue parti ferite e maltrattate. Siamo degli esseri estremamente complessi, ma anche molto semplici: abbiamo bisogno di essere amati e di amare, di far fluire la nostra vitalità. La distruttività è un modo estremo che utilizziamo per gridare il bisogno di riconoscimento.
Ti aspetto per darti l’ascolto e lo spazio che meriti, per guardare insieme le tue parti ombra e cercare la strada verso la luce.

Se hai voglia e bisogno di cambiare qualcosa, se senti che stai inutilmente e dolorosamente girando a vuoto, sono qui!

Ti supporterò e accompagnerò in un processo di esplorazione e trasformazione, con rispetto e cura delle tue risorse e limiti.

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